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sabato 30 agosto 2008

IL SONNAMBULO DI TUVIXEDDU





ANDREA NURCIS

IL SONNAMBULO DI TUVIXEDDU

SPAZIO P

inaugurazione 17 luglio ore 19.30

dal 17/07 al 31/07 dal martedi' alla domenica h. 19/22

(dal 1° agosto la mostra è visitabile su appuntamento)

via napoli 62 - cagliari

tel. 348 8039469 - 339 1226800


Ho vissuto tutta l’infanzia e l’adolescenza con i miei genitori in una casa ai margini della Necropoli. Tuvixeddu è stato per me un luogo importante di formazione. I miei primi passi li ho fatti tra le rocce e le tombe puniche. Fin da bambino ho respirato il senso del mistero della storia e la luminosità della natura di quel colle: il suo paesaggio lunare, fatto di rocce di un bianco calcinato, traforate da profondi crateri e anfratti, l’ho portato sempre dentro di me anche dopo aver lasciato la Sardegna, anni fa, per dedicarmi totalmente alla mia arte.
Tornato di recente a Cagliari per seguire la malattia di mia madre e accompagnarla nel percorso finale della sua esistenza, ho assistito alle vicende politico-giudiziarie intorno alla sorte del colle fortemente minacciato da una devastante cementificazione.
Anche dopo la morte di mio padre, mia madre non aveva mai voluto lasciare quella casa ai margini della Necropoli in cui aveva vissuto per quasi 50 anni; questo nonostante l’abitazione fosse diventata inadatta alle sue condizioni di salute e malgrado l’abnorme sviluppo edilizio del quartiere di S. Avendrace che la portò, negli anni, ad un completo isolamento dalla vita sociale.
Ho visto quel luogo, così intimamente legato alla mia dimensione affettiva e poetica, diventare un problema cruciale per la città di Cagliari e oggetto di enormi interessi sia sul piano politico che economico.
Ho deciso di fare una mostra molto semplice, ma per me necessaria, proprio in questo momento così particolare per la mia storia personale e per le decisioni che le “alte sfere” della politica italiana stanno prendendo sul colle di Tuvixeddu.
Presenterò una scultura che ho realizzato mentre mia madre mi stava lasciando e due o tre vecchissimi lavori dei quali avevo perso memoria, recuperati dagli armadi di mia madre in cui li aveva gelosamente conservati per tanti anni a mia insaputa.
Voglio concludere con un appello a tutte le persone di buona volontà, cittadini della Sardegna e del Mediterraneo, ai signori politici, avvocati e giudici che hanno potere decisionale sul destino del colle di Tuvixeddu e della sua grandissima Necropoli fenicio-punica, chiedendo loro che si impegnino affinchè su questo luogo non venga gettato mai più cemento. Affinchè questo luogo che ha attraversato i millenni della storia geologica e della storia dell’uomo, sulle cui rocce sono incisi i segni della nostra cultura antichissima e della nostra identità di popolo del Mediterraneo, venga salvaguardato e lasciato intatto nella sua natura, rispettato e tramandato integro alle generazioni
future.

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giovedì 21 agosto 2008

TUVIXEDDU: UN COLLE DA SALVARE

Giovanni Lilliu (Barumini, 13 marzo 1914) è un archeologo, pubblicista e politico italiano, nato in provincia di Cagliari, è ritenuto il massimo conoscitore della Civiltà nuragica.
Archeologo di fama internazionale, Giovanni Lilliu è conosciuto soprattutto per aver riportato alla luce la reggia nuragica Su Nuraxi, dichiarata nel 2000 patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.

Laureatosi in Lettere classiche, è stato allievo di Ugo Rellini alla "Scuola Nazionale di Archeologia" a Roma ove ha ottenuto la specializzazione. Dal 1943 al 1945 ha operato nella "Soprintendenza alle Antichità della Sardegna" Nel 1955 ha fondato e diretto per venti anni la "Scuola di specializzazione di Studi Sardi" dell'Università di Cagliari ricoprendo anche il ruolo di Professore ordinario di Antichità sarde. Successivamente è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la stessa Università. È membro di numerosi istituti scientifici italiani e stranieri, dal 1990 è membro dell'Accademia dei Lincei.



CONFERENZA DI LEGAMBIENTE DEL 23 FEBBRAIO 2008

TUVIXEDDU: UN COLLE DA SALVARE
INTERVENTO DEL PROF. GIOVANNI LILLIU
(accademico dei lincei)

L’undici marzo del 1981, essendosi trasferita la cementeria che l’aveva non poco ferita nel lungo tempo richiamavo l’attenzione sulla tutela ambientale e culturale della dorsale di Tuvixeddu, resasi in certa misura libero ma che vedevo esposta a nuove e più preoccupanti insidie.
Il timore si appuntava maggiormente sulla necropoli punico-romana la più vasta area archeologica della città di Cagliari e tra le più importanti del mondo semita del mediterraneo occidentale. Mezzo migliaio e più di sepolture insediate sulla roccia calcarea, in parte dissotterrate con fruttuosi scavi e in parte ancora nascosti di varia tipologia ( a pozzo, a fossa a camera a colombario; talune di bella architettura, altre con simboli scolpiti e dipinti, testimonianza di una storia prolungatasi dal settim al terzo secolo a.c. a cui i ricchi corredi impreziosiscono il museo cagliaritano (ultimo eccezionale recupero un busto maschile in terracotta del V secolo a.c.
Ma si aggiungeva in me , allora, l’apprensione per l’eventuale attacco al valore economico (di natura e di paesaggi) della zona. L’area era stretta dalle tenaglie delle abitazioni che avevano inguaiato non poche delle tombe architettoniche a valle lungo il viale S. Avendrace. Erano presenti per i restanti le mire della speculazione edilizia.
Temendo dunque, i Barberini, o meglio i barbari moderni muovevo un appello e una proposta per fare delle aree di Tuvixeddu delle pertinenze un grande parco archeologico pubblico, aperto e fruibile in ogni suo aspetto, onde migliorare la qualità della vita e offrire un’immagine di Cagliari che valesse ad attirare l’attenzione e fermare la gente che veniva a visitare da fuori e di dentro. Al proposito auspicavo un impegno concorde dello Stato e della Regione.
Ma come avviene di solito delle riflessioni sono rimasti gli intenti , cui non hanno fatto seguito le opere. Sembra però che dove non opera il Pubblico, voglia operare il privato: un “Consorzio” una “Coimpresa” che ha apprestato un piano di recupero in attesa del verdetto del civico Palazzo.
A giudicare da quanto emerge dalla lettura dei giornali la cosa che si vorrebbe realizzare in un’area di inestimabile valore paesaggistico, ecologico e con preziosissimo bene culturale e storico a me appare di grosso ingombro e starei per dire del tutto impertinente.
E’ chiaro nel piano l’enfasi del privilegio privato, a scapito dell’utilità pubblica e della comunità popolare cittadina.
L’individuazione degli spazi riferiti alla valorizzazione del bene culturale è alieno da una serie di verifiche sul terreno delle presenze archeologiche emergenti e di quelle verosimilmente presenti nel sottosuolo. Non vi rientra la misura del parco di Tuvixeddu che in estensione va ben oltre i ventisei ettari previsti a sedime. L’area archeologica occupa l’intera distesa di longitudine della dorsale con l’acquedotto romano in speco. Inoltre il parco va concepito o andrebbe realizzato in concerto col parco archeologico dell’area di Santa Gilla a cui si connette organicamente.
L’ipotesi di un museo di cui non si precisa la specifica valenza ha senso in quanto al di fuori del contesto museale della città di cui ancora oggi si discute per meglio definire nella sua articolazione i contenuti e le localizzazioni.
Mi pare infine che non siano state valutate le difficoltà e gli sfasci che potrebbe procurare il tunnel disegnato tra la via Cadello e l’inizio di S. Avendrace, che verrebbe a tagliare in più punti (essendo disposta a gradoni la necropoli) la presenza archeologica punica e romana.
Insomma credo che di questo progetto si debba parlare a lungo e senza reticenze, e auguro che nella discussione intervengano, oltre le istituzioni e le istanze pubbliche in materia di beni architettonici e culturali, le associazioni ecologiche, i dipartimenti delle università competenti, e soprattutto i cittadini pensosi del futuro della loro città.

Giovanni Lilliu

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mercoledì 20 agosto 2008

Il plastico del progetto sul colle

clicca sull'immagine per ingrandirla


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venerdì 15 agosto 2008

Sign to save Tuvixeddu area in Sardinia

cagliari.social.forum@tele2.it

www.cagliarisocialforum.it - Please, sign up to support the archaeological zone of Tuvixeddu in Sardinia, Italy. It’s the most important Punic necropolis in the Mediterranean area, at high risk of being covered by buildings and shopping malls just in these days. It will be enough to send an email to: cagliari.social.forum@tele2.it indicating name, surname, group or profession and city of residence. Thank you.

cagliari.social.forum@tele2.it

www.cagliarisocialforum.it - Puoi mettere la tua firma per salvare l’area di Tuvixeddu, la necropoli punica più importante del Mediterraneo che sta rischiando una cementificazione altamente invasiva. Basta inviare una mail a cagliari.social.forum@tele2.it con l’indicazione del nome, cognome, professione o gruppo di appartenenza e città di residenza.Grazie.


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